LA FORESTA CHE CRESCE
8a Edizione – dal 15 al 23 novembre 2025
Alla ottava edizione la rassegna ASCOLTA LA FORESTA CHE CRESCE, promossa dall’Associazione IL PORTO di Ponte San Pietro, Dalmine e Mapello
Iniziata come un’idea, quasi un sogno per quanto era ambiziosa, la rassegna “Ascolta la foresta che cresce” è andata via via affermandosi, sino a divenire un appuntamento fisso tanto per “Il Porto” quanto per la cittadinanza. Un’occasione imperdibile per riflettere sull’immigrazione attraverso cultura, musica e gusto.
Come quella foresta silenziosa che muta costantemente, anche la composizione sociale e culturale del nostro Paese cambia e, per comprenderla e valorizzarla, è necessario saperla ascoltare. “Ascolta la foresta che cresce” ha proprio questo obiettivo: desidera raccontare il fenomeno migratorio dal punto di vista “della foresta”, che ogni istante cresce e si arricchisce. Vuole, cioè, vedere dell’immigrazione le tante storie posi-tive di integrazione, di confronto, di riscatto, attraverso il linguaggio del teatro, della musica, della narrazione.
L’edizione di quest’anno si presenta, come sempre, particolarmente ricca di eventi.
Sabato 15 novembre con la presentazione del libro “Il villaggio che uccideva i sogni” di Walimohammad Atai e Homaira Ebad, illustrato da Homaira Ebad.
Introduce e coordina: Piero Vailati, giornalista de L’Eco di Bergamo
Walimohammad Atai e Homaira Ebad raccontano il dolore del loro Paese, l’Afghanistan. Questa è la storia di Omar e Sami, due bambini che, in un mondo di oppressione e violenza, hanno trovato il modo di resistere e di sperare. È la storia di un viaggio iniziato nel buio, ma che, passo dopo passo, potrebbe condurre a una luce diversa, a un domani migliore. Sfuggito a un’infanzia di addestramento come bambino bomba, oggi Walimohammad Atai è presidente dell’associazione FAWN – Free Afghan Women Now, impegnata nella difesa dei diritti delle donne afghane.
Insieme a sua moglie Homaira Ebad, artista sopravvissuta a un matrimonio forzato a soli 11 anni, salvata proprio da FAWN, Atai porta in Italia la loro testimonianza di dolore, rinascita e impegno. Un racconto che va oltre le parole, un grido silenzioso che si fa sentire tra le pagine come un’onda di speranza e di denuncia.
Sabato 22 novembre spettacolo teatrale “FORSE NOSY BE” spettacolo di e con Sebastijan Abdullahu e Stefano Maestrelli.
Per un italiano, non povero, in fuga dalle proprie responsabilità, Nosy Be è un’isola felice, al largo del Madagascar.
Per i non italiani, non abbienti, in fuga da guerre e persecuzioni, un’isola felice risulta essere invece il nostro Bel Paese.
FORSE NOSY BE è uno spettacolo a tratti ironico, a tratti onirico, parzialmente autobiografico, creato e interpretato da due teatranti diversi che condividono dei dubbi e uno spazio scenico.
Un rom (Sebastijan Abdullahu) e un “italiano vero” (Stefano Maestrelli) vivono in due
appartamenti confinanti. Da parte dell’italiano non c’è mai stata alcuna voglia di socializzare, non è soddisfatto della
sua vita e vuole solo allontanarsene per sempre, ma il muro che lo divide dal rom come una ingombrante metafora crolla…
Domenica 23 novembre pranzo organizzato con l’associazione “Il cibo di ogni colore” di Albino. Un momento di convivialità. Un modo stuzzicante per degustare piatti tradizionali provenienti dai Paesi del mondo, ma soprattutto per conoscere, attraverso quei sapori, culture diverse dalla propria.
E nel pomeriggio il Teatro Viaggiante di e con Edoardo Mirabella: EDDY SICK grande saltimbanco, acrobata, equilibrista e molto molto allegro!
Al termine merenda offerta dal gruppo GASP








